Peseta

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Catalogo delle peseta spagnole

1 peseta
1989-2001


Al
5 peseta
1989-2001


Al, bronzo
10 peseta
1992-2001


Cu, Ni
25 pesetas
1990-2001


Ni, bronzo
50 peseta
1990-2001


Cu, Ni
100 peseta
1992-2001


Ni, bronzo
200 peseta
1990-2001


Cu, Ni
500 peseta
1993-2001


Cu, Al, Ni

La Peseta Ŕ nata nel contesto dell’Unione Monetaria Latina il 19 Ottobre 1868 a seguito dell’adozione del sistema metrico decimale nella monetazione spagnola.

Il nome peseta, che in spagnolo vuol dire “piccolo peso”, deriva dal peso, giÓ stato utilizzato per le monete da 2 e 4 real nel XVII secolo, oltre ad essere stato utilizzato in Catalogna durante la Guerra di Indipendenza Spagnola.

Nel decreto del Ministero del Tesoro Laureano Figuerola, le monete prese in considerazione furono:

Le monete furono incise da Luis Marchionni, incisore capo della zecca Madrid dal 1861.

Le monete d’oro non furono mai coniate per la circolazione e fu prodotta solo una moneta di prova da 100 peseta con lo stemma reale spagnolo sul retro.

La prima emissione di monete d’argento fu nel 1869 con una moneta da 1 peseta, che presentava sul fronte l’iscrizione “Governo Provvisorio”, sostituito dal nome “Espa˝a” nelle emissioni successive. L’immagine sul fronte derivava dalle monete romane dell’Imperatore Adriano, con l’impersonificazione di Hispania sdraiata sui Pirenei, con la Rocca di Gibilterra ai propri piedi ed un ramoscello di ulivo nelle sue mani. Sul retro, la moneta d’argento riportava lo stemma della Spagna.

Le monete in bronzo rappresentavano sul fronte la Spagna come una figura matronale seduta sulle rocce ed un ramoscello d’oliva nelle proprie mani. Sul rovescio figurava lo stemma spagnolo sostenuto da un leone rampante.

Con la restaurazione della monarchia, la figura di Hispania sul fronte delle monete spagnole fu sostituita dall’immagine del re, mentre sul retro allo stemma spagnolo fu affiancato l’emblema della casa regnante:

Ai valori previsti all’introduzione della peseta, successivamente si aggiunse anche un valore da 25 peseta. Nel 1925 venne coniata una moneta da 25 centesimi in cupro-nickel, mentre nel 1927 fu coniata la prima moneta spagnola caratterizzata da un foro nel suo centro.

Negli anni ’30, durante la Guerra Civile Spagnola, si ebbe la coniazione di peseta distinte da parte di Nazionalisti e Repubblicani.

Nel periodo della Seconda Repubblica, poi, (14 Aprile 1931 - 1 Aprile 1939) le monete spagnole coniate furono caratterizzate da uno stile estremamente semplice di ispirazione repubblicana, con le iscrizioni ridotte al valore e al nome dell’ente che le aveva emesse.

Nel primo dopoguerra, per far fronte alla carenza di materiali preziosi, si inizi˛ a coniare monete utilizzando leghe di rame, nichel ed alluminio, con l’oro che fu abbandonato a partire dal 1904 e l’argento dal 1933: in questo modo si perdeva l’equivalenza esistente fino a quel momento tra il valore nominale della moneta e quello del metallo in essa contenuta.

Nel 1947, con l’avvento al governo del Generale Franco, sul fronte delle peseta fu riportata una testa modellata dallo scultore Mariano Benlliure e dall’incisore Manuel Marin, che fu poi successivamente sostituita nel 1966 da una nuova immagine realizzata da Juan de Avalos; sul retro torn˛ lo stemma tradizionale dei re cattolici.

La forte inflazione che si ebbe durante il governo del Generale Franco caus˛ una svalutazione della peseta nel 1967.

Lo schema adottato da Franco per le monete spagnole fu mantenuto anche dopo il ritorno della democrazia con il re Juan Carlos I.

A partire dal 1990 lo schema tradizionale adottato per le monete spagnole caratterizzato dall’immagine del capo di stato sul fronte e lo stemma spagnolo sul retro fu sostituito da una serie di monete commemorative diverse per ciascun anno, con l’unica eccezione delle monete da 1 peseta e da 500 peseta.

Inoltre, per fronteggiare la confusione derivante dalla forma delle monete da 2 peseta, 5 peseta, 100 peseta e 200 peseta, venne introdotta una nuova serie di monete caratterizzate da dimensioni crescenti in funzione del valore oltre a colori alternati per i metalli utilizzati, con le vecchie monete ritirate dalla circolazione a partire dal 1997.

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